

ISO 14046 – Water Footprint
La UNI EN ISO 14046 è lo standard internazionale che definisce principi, requisiti e linee guida per valutare la Water Footprint (impronta idrica) di prodotti, processi o organizzazioni. È nata per superare la frammentazione di metodi e definizioni sviluppati in passato, introducendo un approccio unico, riconosciuto e trasparente.
Che cos’è la Water Footprint secondo ISO 14046
Il punto chiave è che ISO 14046 tratta l’impronta idrica come una valutazione ambientale legata all’acqua (non un semplice “conto dei metri cubi”), e lo fa con un’impostazione coerente con la Life Cycle Assessment (LCA): quindi considera tutto il ciclo di vita e l’interazione con i contesti locali (es. aree e stagionalità).
Secondo ISO 14046, la Water Footprint è la misurazione dei potenziali impatti ambientali legati all’acqua associati a un prodotto/processo/organizzazione, in ottica life cycle.
In pratica significa che:
non si guarda solo a quanta acqua viene prelevata, ma anche a come viene restituita e con quale qualità (inquinanti, rilasci, emissioni correlate);
si distinguono impatti quantitativi (legati a consumi/scarsità) e qualitativi (legati a degradazione/inquinamento);
conta molto dove e quando avviene l’uso dell’acqua (una stessa quantità può avere “peso” diverso in aree o periodi con diversa disponibilità idrica).
Quali impatti può includere
Esempi tipici di categorie di impatto analizzabili includono:
Scarsità idrica (peso del consumo rispetto alla disponibilità locale)
Eutrofizzazione (effetti di nutrienti rilasciati in acqua dolce)
Acidificazione (effetti indiretti da emissioni in aria, es. NOx)
Ecotossicità (effetti di sostanze tossiche su ecosistemi e salute)
Risultati “flessibili” (ma non arbitrari)
ISO 14046 consente di comunicare:
un profilo di indicatori (utile per gestione tecnica e decisioni operative), oppure
un indicatore singolo riassuntivo (più adatto alla comunicazione verso stakeholder, con attenzione a come viene costruito e interpretato).
E a seconda del perimetro scelto, puoi avere:
Water Scarcity Footprint (focus su scarsità/consumo)
Water Degradation Footprint (focus su aspetti qualitativi/inquinamento)
Water Footprint completa (insieme degli impatti rilevanti).
I vantaggi per un’azienda
Applicare ISO 14046 (studio Water Footprint) è utile perché permette di:
capire dove si concentra davvero l’impatto sull’acqua, spesso lungo la supply chain (materie prime e fornitori possono pesare più del sito produttivo);
ottimizzare processi (riduzione prelievi, ricircoli, riuso, prevenzione scarichi critici) e individuare azioni mirate;
gestire rischi (stress idrico locale, stagionalità, vulnerabilità della continuità produttiva, rischi reputazionali e di conformità);
supportare scelte di acquisto e valutazione fornitori con dati “life cycle”;
eco-design (ripensare prodotti e processi con logica di prevenzione impatti);
comunicare in modo più solido e credibile le performance ambientali legate all’acqua, soprattutto se lo studio viene verificato da terza parte.
Da dove iniziare?
Step 1 - Definisci obiettivo e confini
Chiarisci perché lo fai (efficienza idrica? rischio di scarsità? comunicazione? richieste cliente?) e definisci cosa analizzi (prodotto, processo, sito, organizzazione) e con quali confini di filiera.
Step 2 - Mappa dove l’azienda “tocca” l’acqua
Individua punti di prelievo, uso, ricircolo, scarico, trattamenti, e soprattutto le fasi di filiera che potrebbero pesare (materie prime, lavorazioni esterne, agricoltura, energia, ecc.).
Step 3 - Raccogli dati di inventario (quantità + qualità)
Metti insieme dati su prelievi e scarichi (volumi), ma anche parametri qualitativi (rilasci in acqua e in aria collegati ai processi). Inserisci anche localizzazione e, se rilevante, stagionalità.
Step 4 - Esegui la valutazione degli impatti
Trasforma l’inventario in indicatori: scegli se usare un profilo completo o un focus (scarsità o degradazione), coerente con lo scopo dichiarato.
Step 5 - Interpreta e traduci in piano d’azione
Identifica hotspot (processi/fasi/fornitori), definisci misure di miglioramento (tecniche e gestionali), KPI di monitoraggio e, se serve, imposta una linea di comunicazione verso stakeholder basata su risultati robusti.


