

CBAM - Carbon Border Adjustment Mechanism
Il CBAM è lo strumento storico dell'UE per combattere la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e uno dei pilastri centrali dell'ambiziosa agenda "Pronti per il 55%" dell'UE. Esso equiparerà il prezzo del carbonio dei prodotti nazionali e delle importazioni. Ciò garantirà che le politiche climatiche dell'UE non siano compromesse dalla delocalizzazione della produzione verso paesi con norme ecologiche meno ambiziose o dalla sostituzione dei prodotti dell'UE con importazioni a maggiore intensità di carbonio.
CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): che cos’è e perché nasce
Il CBAM è lo strumento con cui l’UE applica un “prezzo” alle emissioni di CO₂ incorporate in alcuni beni importati (prodotti fuori UE), così da allineare il costo del carbonio delle importazioni a quello sostenuto dai produttori europei tramite l’EU ETS e ridurre il rischio di “carbon leakage” (delocalizzazione verso Paesi con regole ambientali meno stringenti).
Come funziona in pratica
Per i beni CBAM, l’importatore deve:
Calcolare e dichiarare le emissioni incorporate (CO₂e) lungo la catena di fornitura.
Acquistare certificati CBAM: 1 certificato ≈ 1 tonnellata di CO₂e (prezzo allineato all’EU ETS).
A chi si applica e quali beni coinvolge
Si applica agli operatori che importano nell’UE beni CBAM. L’applicabilità non è “automatica”: dipende dal codice doganale (NC/HS) con cui la merce viene dichiarata.Categorie iniziali: ferro e acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio, elettricità, idrogeno.
Tempistiche
Periodo transitorio (fino al 31/12/2025): invio di report trimestrali sulle emissioni incorporate, senza obblighi finanziari. cbam
Regime definitivo (dal 2026):
importazioni consentite solo a dichiaranti CBAM autorizzati;
si passa a dichiarazioni annuali (quantità importate, emissioni, certificati);
verifica obbligatoria dei dati da parte di un verificatore terzo;
obbligo di certificati che cresce progressivamente fino a coprire tutte le emissioni entro 2034;
avvio acquisto certificati posticipato (nella brochure: dal 1° febbraio 2027 per coprire le emissioni del 2026).
“Omnibus” – principali semplificazioni operative
Indicazioni sintetiche riportate nella brochure:
Esenzione per importatori sotto 50 tonnellate/anno complessive di beni CBAM (esclusi elettricità e idrogeno).
Possibilità di delegare la rendicontazione a terzi (resta la responsabilità legale del dichiarante).
Scadenza annuale per dichiarazione/consegna certificati posticipata al 30 settembre dell’anno successivo.
Da dove iniziare?
Step 1 - Screening doganale
Verifica codici NC/HS e volumi importati per capire se/quanto rientri nel CBAM.
Step 2 - Mappatura filiera e fornitori extra-UE
Chi produce cosa, dove, e quali dati emissioni sono disponibili.
Step 3 - Data governance
Definisci ruoli (acquisti–dogane–sostenibilità–finance), flusso dati, evidenze e archiviazione (audit trail).
Step 4 - Impostazione calcolo & reporting
Scegli il metodo operativo (dati primari dei fornitori vs valori standar dove ammesso), prepara template e controlli qualità.
Step 5 - Autorizzazione e readiness al 2026–2027
Avvia l’iter per diventare dichiarante autorizzato, identifica il verificatore terzo, e prepara budget/processo per i certificati.


