

B Corp
La certificazione B Corp è un riconoscimento rilasciato da B Lab alle aziende che dimostrano, con evidenze e verifiche, performance misurabili su sostenibilità ambientale, sociale e su governance (come l’azienda è guidata e controllata). L’idea di fondo è semplice: non conta solo “quanto” un’azienda cresce, ma “come” crea valore per persone, comunità e pianeta.
Che cos’è il “sistema” B Corp in pratica (BIA + requisiti legali)
In termini operativi, diventare B Corp significa adottare un modello strutturato di misurazione e gestione dell’impatto, basato su:
B Impact Assessment (BIA): questionario/strumento di B Lab per valutare l’impatto dell’azienda nelle aree ESG (tradizionalmente: governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti).
Soglia e verifica: nel percorso “classico” (basato su punteggio) l’azienda deve raggiungere almeno 80 punti e poi affrontare una fase di verifica con richiesta di documenti a supporto di quanto dichiarato.
Impegno legale (Italia): per certificarsi è richiesto un adeguamento della governance che formalizzi l’impegno verso finalità di beneficio comune. In Italia questo si traduce tipicamente nell’adozione della forma di Società Benefit (o comunque modifiche statutarie coerenti).
Trasparenza: il percorso prevede impegni di trasparenza (profilo pubblico/elementi di rendicontazione collegati allo standard).
Nota importante: standard in evoluzione (2025–2026)
B Lab sta transitando verso nuovi standard con un impianto più “a requisiti” e un processo di audit da parte di organismi terzi indipendenti: gli audit sono indicati come avvio da febbraio 2026 (partner citati: To-Cert e SCS Global Services). In pratica: per chi inizia ora, conviene impostare il percorso già in ottica di requisiti + audit (non solo “punteggio”).
Vantaggi dell’implementazione (perché conviene davvero)
I benefici più concreti, lato azienda, di solito sono:
Credibilità verso mercato e stakeholder: una validazione esterna riduce il rischio di “green claims” non dimostrabili e rafforza la fiducia.
Miglioramento continuo guidato dai dati: il BIA (e i nuovi requisiti) aiutano a identificare gap, priorità e azioni con impatto reale.
Attrattività per talenti e partner: più facilità nel dimostrare cultura aziendale, responsabilità e obiettivi.
Maggiore robustezza della governance: formalizzare l’attenzione agli stakeholder (non solo agli azionisti) rende più solida la gestione dei rischi e delle decisioni nel medio periodo.
Da dove iniziare?
Step 1 - Definisci obiettivo e perimetro
Chiarisci “perché” vuoi certificarti (mercato, clienti, HR, supply chain) e quali entità rientrano (società, sedi, controllate): è essenziale per evitare lavoro inutile e per rispettare le regole di scoping.
Step 2 - Compila il B Impact Assessment come diagnosi (gap analysis)
Completa il BIA in modo realistico: non serve “fare bella figura”, serve capire dove sei forte e dove no. Nel modello a punteggio, il riferimento è l’obiettivo ≥80 punti prima della verifica.
Step 3 - Costruisci un piano di miglioramento “evidenziabile”
Trasforma i gap in azioni con evidenze (policy, KPI, procedure, formazione, controlli). Punta a misure tracciabili: quello che non riesci a documentare, di fatto, è difficile farlo valere in verifica/audit.
Step 4 - Metti in sicurezza la parte legale e di governance (Italia)
Pianifica per tempo l’adeguamento di statuto/governance (in Italia spesso Società Benefit o modifiche equivalenti) perché è un requisito sostanziale, non un dettaglio formale.
Step 5 - Preparati a verifica/audit e al mantenimento
Raccogli documenti a supporto, organizza ruoli e responsabilità interne, e pianifica il “post-certificazione” (quota annuale, monitoraggi, eventuali audit più strutturati con i nuovi standard). Dal 2026 è atteso un rafforzamento del modello con audit di terza parte


