top of page
  • Youtube
  • LinkedIn
  • Facebook

B Corp

La certificazione B Corp è un riconoscimento rilasciato da B Lab alle aziende che dimostrano, con evidenze e verifiche, performance misurabili su sostenibilità ambientale, sociale e su governance (come l’azienda è guidata e controllata). L’idea di fondo è semplice: non conta solo “quanto” un’azienda cresce, ma “come” crea valore per persone, comunità e pianeta.

Che cos’è il “sistema” B Corp in pratica (BIA + requisiti legali)

In termini operativi, diventare B Corp significa adottare un modello strutturato di misurazione e gestione dell’impatto, basato su:

  • B Impact Assessment (BIA): questionario/strumento di B Lab per valutare l’impatto dell’azienda nelle aree ESG (tradizionalmente: governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti).

  • Soglia e verifica: nel percorso “classico” (basato su punteggio) l’azienda deve raggiungere almeno 80 punti e poi affrontare una fase di verifica con richiesta di documenti a supporto di quanto dichiarato.

  • Impegno legale (Italia): per certificarsi è richiesto un adeguamento della governance che formalizzi l’impegno verso finalità di beneficio comune. In Italia questo si traduce tipicamente nell’adozione della forma di Società Benefit (o comunque modifiche statutarie coerenti).

  • Trasparenza: il percorso prevede impegni di trasparenza (profilo pubblico/elementi di rendicontazione collegati allo standard).


Nota importante: standard in evoluzione (2025–2026)

B Lab sta transitando verso nuovi standard con un impianto più “a requisiti” e un processo di audit da parte di organismi terzi indipendenti: gli audit sono indicati come avvio da febbraio 2026 (partner citati: To-Cert e SCS Global Services). In pratica: per chi inizia ora, conviene impostare il percorso già in ottica di requisiti + audit (non solo “punteggio”).


Vantaggi dell’implementazione (perché conviene davvero)

I benefici più concreti, lato azienda, di solito sono:

  • Credibilità verso mercato e stakeholder: una validazione esterna riduce il rischio di “green claims” non dimostrabili e rafforza la fiducia.

  • Miglioramento continuo guidato dai dati: il BIA (e i nuovi requisiti) aiutano a identificare gap, priorità e azioni con impatto reale.

  • Attrattività per talenti e partner: più facilità nel dimostrare cultura aziendale, responsabilità e obiettivi.

  • Maggiore robustezza della governance: formalizzare l’attenzione agli stakeholder (non solo agli azionisti) rende più solida la gestione dei rischi e delle decisioni nel medio periodo.


Da dove iniziare?

Step 1 - Definisci obiettivo e perimetro

Chiarisci “perché” vuoi certificarti (mercato, clienti, HR, supply chain) e quali entità rientrano (società, sedi, controllate): è essenziale per evitare lavoro inutile e per rispettare le regole di scoping.

Step 2 - Compila il B Impact Assessment come diagnosi (gap analysis)

Completa il BIA in modo realistico: non serve “fare bella figura”, serve capire dove sei forte e dove no. Nel modello a punteggio, il riferimento è l’obiettivo ≥80 punti prima della verifica.

Step 3 - Costruisci un piano di miglioramento “evidenziabile”

Trasforma i gap in azioni con evidenze (policy, KPI, procedure, formazione, controlli). Punta a misure tracciabili: quello che non riesci a documentare, di fatto, è difficile farlo valere in verifica/audit.

Step 4 - Metti in sicurezza la parte legale e di governance (Italia)

Pianifica per tempo l’adeguamento di statuto/governance (in Italia spesso Società Benefit o modifiche equivalenti) perché è un requisito sostanziale, non un dettaglio formale.

Step 5 - Preparati a verifica/audit e al mantenimento

Raccogli documenti a supporto, organizza ruoli e responsabilità interne, e pianifica il “post-certificazione” (quota annuale, monitoraggi, eventuali audit più strutturati con i nuovi standard). Dal 2026 è atteso un rafforzamento del modello con audit di terza parte

bottom of page